intervista


 
Intervista al responsabile

D. Chi siete?
R. Siamo una comunità islamica virtuale di musulmani italiani e stranieri di tutte le età e di ogni estrazione sociale. Condividiamo i principi universali in perfetta tranquillità con persone di tutte le fedi, purchè monoteiste, per poter costruire insieme quella grande comunità che avrebbe regnato sulla terra alla fine dei tempi con saggezza e perfezione. Siamo indipendenti da ogni organizzazione esistente sia in Italia che all’estero, ma abbiamo un sogno nel cuore: accettare le minoranze e gli oppressi che condividono il nostro pensiero.

D. In cosa credete?
R.
Crediamo in tutti i 124.000 Profeti (a) inviati da Dio, in arabo Allah, lingua della rivelazione finale, il cui sigillo è Muhammad, la pace sia su di Lui e sulla Sua Famiglia e sui Suoi migliori Amici. Crediamo, inoltre, che sia necessario aprire un dibattito sulla sunna, cioè sulle azioni o le parole del Messaggero (s) dell’Islam assunte come norma di condotta dai musulmani, non tanto per rimettere in discussione le Sue tradizioni o per mancare di rispetto ai Suoi fedeli più scrupolosi, ma per essere consapevoli che con la venuta del Mahdi (a), ogni differenza esistente nell’ambito delle regole religiose e dei comportamenti etici sarà risolto, e noi e voi, faremo parte di un’unica gran comunità di credenti.

D. Perchè Alamut?
R.
Per rispondere alle ingiustizie razziali, al dominio dell’uomo sull’uomo, per adempiere alla legge e agli insegnamenti dei Profeti.

D. Qual è il vostro scopo?
R.
È di costruire una comunità pacifica e letterata nell’attesa della parusia del Mahdi (a). Una comunità capace di apprezzare gli sforzi dei migliori Amici del Profeta Muhammad (s), dei santi sufi, dei martiri e degli Imam (a), i quali ci hanno tramandato la migliore osservanza della legge divina islamica, la cui radice salam è sinonimo di sottomissione ed arrendevolezza all’onnipotenza celeste. Questa accondiscendenza all’Eterno, illumina la nostra visione del mondo, facendoci considerare tutti gli insegnamenti divini: il tantra, il tao, le arti marziali, l’esoterismo, la gematria, l’arte, la medicina, la musica, l’architettura, la preghiera e le sue posture, l’universo del respiro, l’aromaterapia, la litania del ricordo divino e la meditazione come manifestazioni dell’Unico.

D. Seguite una linea particolare?
R.
Seguiamo le quattro tappe che ci conducono purificati al cospetto d’Allah.
Sciariah: la legge
Tariqah: la via
Haqiqah: la verità
Marifah: la conoscenza

D. Cosa significa Alamut?
R.
Alamut è l’unica parola che racchiude le iniziali Alî (a), Muhammad (s) e Tawhid.
Al deriva da Ali (a), che significa alto, grande, nobile, illustre, elevato, forte, robusto. Ali (a) è il cugino e genero dell’Inviato (s) di Dio, è il Suo Erede spirituale, il suo Wali sulla terra, è la porta della conoscenza. Mu deriva da Muhammad (s), l’ultimo Profeta, il sigillo, che divenne da beduino analfabeta l’insan kamil, l’uomo perfetto. Disse Muhammad (s): Non vi è nulla di più grande per l’occhio d’Allah se non la menzione del Suo ricordo: la ilaha illa Allah. Ed aggiunse: Colui che non ha un maestro e segue semplicemente sè stesso, ha preso Satana come guida. T come Tawhid, l’unicità del Creatore. Allah dice di sè: Dì: Egli Allah è Unico, Allah è l’Assoluto, non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui. (Capitolo 112)

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